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Nome: E. F.
non sono una replicante, non sono quella che canta "pitagora switch", non sono Gibreel Farishta, non sono una pasticca di Codex, non sono una cantante folk degli anni '60 (purtroppo), non sono un matitone colorato, non sono Bilbo, non sono una busta di plastica che fluttua nel vento in un freddo pomeriggio d'inverno, non sono Jules e neanche Jim, non sono un filo elettrico (ma a volte sono elettrica), non sono Antigone (e meno male!), non sono un sogno (ma posso essere un incubo!), non sono ricca non sono brutta non sono cattiva (almeno non troppo), non sono la crema per le mani e non sono un foglio di carta appallottolato...
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"Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".
un libro aperto sulla scrivania e le pagine che vengono fatte ballare dal vento che entra dalla finestra aperta su una sera che promette tanto e forse porterà anche un po' meno di caldo (speranze vane, ma basta crederci ed è già meno soffocante, no?). the magical mistery tour is comin' to take you away, comin' to take take you away... magari da qualche parte un po' meno afosa, o magari dove ci si può buttare in acqua dopo una giornata a cercare di aprire un occhio -e non sto usando una mera chimera retorica e funambolica: ho davvero un occhio gonfissimo e chiuso da non si sa qualche prodigio della natura, ma ora va meglio... da stamattina in stile willy l'orbo ho passato le fasi gobbo di notre dame, marty feldman in frankenstein junior e ora sono stabile ad un promettente peter falk...- elicotteri che si posano sulle mie palpebre a parte... lungo weekend di studio, studio e ancora studio, si attendono schiarite verso sera in prevalenza il cielo cileno dovrebbe addensarsi di nubi e buttare un bell'acquazzone ma tanto che ci frega a noi di che tempo farà in chile... tanto la allende ora vive in california e garcia marquez non ci è mai vissuto... ma scusate sto divagando... let me take you down 'couse I'm going through strawberry fields... si accettano suggerimenti su come avvicinare il sogno alla realtà e quello che appare dietro lo specchio da qualche risposta tangibile ad una dimensione di sogno che precede la grande fine di quest'anno universitario, con conseguente rilassamento e cazzeggio selvaggio per un periodo di tempo arbitrariamente lungo... ma aivoglia ancora: da fare c'è un esame martedì e da preparare ci sono due esami ancora. la guerra dei cloni iniziata è. bum bum bum. strawberry fields forever. e il libro sulla scrivania continua a danzare con il vento. è una grande metafora della letteratura, ma ci penserò strada facendo.
visioni di joanna che aleggiano in questo mare di afa e studio, piedi scalzi e sporchi che non vanno da nessuna parte e si gonfiano, serate stesi sui gradini di san petronio a prendere il fresco con tanta altra gente, deliri preesame troppo caldo per studiare ma bisogna sennò non si più estatare e sogni di tende sperdute tra i sibillini e doversi mettere la felpa perchè farà freschetto là la sera. poca voglia di uscire ora. devo studiare. ma in fondo mi piace il caldo, lo so che mi odierete per questo, ma mi piace uscire la sera in canottiera e non dovermi mettere tutte quelle robe pesanti e sentire che ci siamo, che è quasi vacanza quasi mare quasi lago quasi pomeriggi in bici, bagni, fughe al fresco, piscine, solo non far niente e non doversi svegliare per mettersi a studiare lo strutturalismo russo.
The peddler now speaks to the countess who's pretending to care for him
Sayin', "Name me someone that's not a parasite and I'll go out and say a prayer for him"
But like Louise always says
"Ya can't look at much, can ya man?"
As she, herself, prepares for him
And Madonna, she still has not showed
We see this empty cage now corrode
Where her cape of the stage once had flowed
The fiddler, he now steps to the road
He writes ev'rything's been returned which was owed
On the back of the fish truck that loads
While my conscience explodes
The harmonicas play the skeleton keys and the rain
And these visions of Johanna are now all that remain
"Vecchio! Prova con questa!
Indio! Tu il gioco lo conosci..."
Oggi -tra una pagina di critica su Isabel Allende e l'altra- pensavo ai frammenti, agli scampoli, agli scarti. A tutte quelle cose che hanno fatto parte di qualcosa, magari di qualcosa di bello, e che hanno rischiato di farne parte definitivamente, ma poi, magari proprio all'inizio o all'ultimo, terribile momento, sono stati scartati, tagliati fuori. Out. Prendete tutti i ritagli di stoffe scartati da un sarto. Forse oggi vengono buttati senza pietà, ma cinquant'anni fa qualche aiuto-sarto li recuperava e ne faceva delle splendide camicette per la sua ragazza che per questo si innamorò di lui e lo sposò, ed i loro nipotini giocavano stamattina ai giardini margherita sui grandi scivoli. Ma torniamo agli scarti. Pensandoci bene se il giovane aiuto-sarto li recupera non sono più scarti. Si sono salvati in extremis! E avete notato quanto è facile passare dalla parola SCARTI alla parola SARTI? E tutte le canzoni scartate da tutti i musicisti/produttori del mondo? Non è mica vero che un artista arriva là, registra il suo bell'album e poi quello viene fuori tutto così com'è. Chissà quante migliaia di migliaia di canzoni giacciono lì inutilizzate e dimenticate nei cassetti delle case discografiche, aspettando solo che qualche vedova dell'artista rimasta senza soldi le riesumi e ne faccia un bel bootleg e le faccia passare così da ritagli del grande sarto a camicette. Il bello è che non è sempre detto che le canzoni tagliate siano più brutte. C'è un intero bootleg di Dylan, "Deeds of mercy", composto solo da canzoni scartate, ritenuto praticamente all'unanimita migliore del (seppur bellissimo) "Oh Mercy". -cavolo! Ma come fai a scartare una canzone come "The man in the long black coat"???-
E la versione tagliata di Casablanca? E il mitico finale cambiato (anche se quello scelto secondo me è stupendo! qualsiasi fosse l'alternativo!). E i foglietti strappati, le brutte copie, i pezzi di foto lacerati e gettati chissà dove? E il tempo che passiamo a fissare il vuoto? E i pezzettini della cancellina che se ne vanno e danno tanto fastidio sulle scrivanie? E tutti i tagli ai libri, alle poesie, tutte le parole create per un momento ma poi giudicate non buone? E i capelli tagliati? E il soldatino che ce la fa per tre anni e poi cade il giorno prima dell'armistizio? E i tagli ai fondi, ai bilanci, ai progetti? E la pasta che avanza da quando si fanno i cappelletti? -no, vabeh, quella nonna la riappallottola, la stende di nuovo e poi ci fa altri cappelletti-. E e e e?
Insomma sì, non sono cose fatte male, sono pur sempre frutto di un lavoro, ma che poi vengono scartate per il semplice fatto che non vengono trovate così adatte come le parti eccellenti. Magari c'è da qualche parte, e scommetto che l'entrata a questo mondo è attraverso i pezzi scartati da uno spechio magico tagliato perchè se no non entrava nella splendida cornice, un posto che vive di ritagli, di bordi, di margini, un posto dove tutte le canzoni sono bootleg e dove tutte le pagine sono quelle omesse, e i film hanno solo scene tagliate (magari quelle un po' forti), e i vestiti sono di toppe messe insieme e la gente (tutta rigorosamente scartata da concorsi, test, lotterie, scelte) va in giro come tanti arlecchini. Ma magari stanno meglio loro, perchè non c'è escluso nel mondo dei ritagli.
"Call me Ishmael. Some years ago -never mind how long precisely- having little or no money in my purse, and nothing particular to interest me on shore, I thought I wuold sail about a little and see the water part of the world." (Herman Melville, Moby Dick)
wonderful tonight...
wonderful
perchè Dipo è tornato,
perchè ho finito il lavoro di ispanoamericano,
perchè ho capito che non darò l'esame di marchetti,
perchè mi piace quello che sto studiando adesso,
perchè ho delle wonderamiche e gemelle di background che hanno sempre una parola per me quando sto un po' giù,
perchè spero che domani ci sarà il sole,
perchè giovedì si va al wolf,
perchè wordsworth tanto tempo fa ha scritto "the daffodils" )nonostante la marmellata Wilkinsons alle arance sia cattiva lo stesso(
perchè sto meglio,
perchè mi viene da ridere di continuo, senza motivo apparente,
perchè ho tanto da fare...
:oP
Un po' sul deluso-incazzato-irritata. Ma non triste.
E' che oggi mi sono letta tutta di un fiato "Look back in anger" di John Osborne.
Alla fine si prova disprezzo ed antipatia per quel cavolo di Jimmy, il protagonista che se la prende con tutto e con tutti (e, nell'ordine: il vescovo di Bromley, gli organizzatori di una predica evangelica, la domenica inglese, i settimanali letterari che si leggono la domenica, il tè che si beve la domenica, le faccende domestiche che si sbrigano la domenica, l'insuccesso di Suez, l'èra americana, tutti i membri della famiglia di sua moglie, il governo inglese, la pioggia inglese, le campane, la padrona di casa, la guerra di Spagna, T.S.Eliot,...). E però quando ho chiuso questo libriccino c'era qualcosa che bolliva silenzioso anche dentro di me... e quindi oggi ODIO un po'.
E nell'ordine: le allergie, le giornate di sole proprio quando devi tornare a Bo miste alle giornate fredde e gelide proprio quando scendi e vorresti tanto andare al mare, la pasta scotta, la puzza di pesce marcio, gli streptococchi (che possano tutti bruciare all'inferno), il non poter camminare nè andare in bicicletta (e le cause per cui), i controllori che vogliono controllarti il biglietto tre volte, il poco entusiasmo, capitare in scompartimento con cinque omoni che puzzano, il pizzicore sotto i piedi e non potersi togliere le scarpe, gli antibiotici, il fumo, il 25,9% (che tristezza...), gli imprevisti, quando mamma mi mette roba da mangiare dentro lo zaino a mia insaputa e lo zaino pesa e io posso a malapena camminare e fa CALDO (adesso... mica lo poteva fare domenica a civitanova così caldo???), il sapere che ho perso tempo, il dover scrivere una conclusione al lavoro di ispanoamericano e non ho idee, sapere che mancano ancora 5 esami all'estate, il non ricordare le cose, l'insonnia, 37 di febbre, la USL, le assicurazioni da pagare in più perchè il guidatore ha 24 e non 25 anni, il non poter tornare a correre, il non poter prendere il sole, quel cattivone di campi che non ha fatto passare Fabio all'esame, non trovare un cd, non trovare niente, dover fare spesa, dover pulire casa e dover chiudere le finestre perchè passano gli spazzini più rumorosi del mondo alle 8 tutte le mattine, i libri che uno ordina e poi non arrivano, la pioggia che ha rotto, i sacchetti bagnati (sì, odio i sacchetti bagnati quando la plastica si bagna ed è un po' viscidina, avete presente?), la pelle secca e le pasticche troppo grandi. Uffa.
E si presero per mano nella notte stellata e piovosa
e capirono che in fondo bastava
non chiedersi né l'anima né il cuore né niente di simile,
soltanto quattro salti dove più ti conviene.
E vennero accerchiati da quaranta ladroni
usciti dalla favola senza permesso,
riuscirono a fuggire proprio a mezzanotte,
senza colpo ferire, senza fare rumore,
l'orologio batteva i suoi colpi,
la Renault diventava una zucca.
Ma questa non è casa mia,
i ricordi si affollano in fretta
e un libro cominciato la sera è già dimenticato la mattina.
"A Lupo, anima pura, perchè non giuri più sulla sua bambina".
BIMBI FATE I BRAVI: DOMENICA O LUNEDI' ANDATE A VOTARE....